Sono nato in una famiglia cristiana. Un privilegio che, ammetto con sincerità, non sempre ho ritenuto come tale. Ma oggi posso dire che non poteva capitarmi cosa migliore.
Fin da piccolo ho frequentato la chiesa e la scuola domenicale. Ma ho capito presto, grazie agli insegnamenti ricevuti, che tutto questo – per quanto importante – non era sufficiente. Non basta essere figli di credenti, non basta semplicemente andare in chiesa. Serve una scelta personale, un incontro vero con Dio.
Crescendo pero ed entrando nell’età dell’adolescenza, mi sono gradualmente allontanato da Dio. Il mondo mi offriva tante cose che, in quel momento, mi sembravano più affascinanti e soddisfacenti.
Nonostante tante volte abbia sentito, che le cose del mondo non avrebbero mai riempito quel vuoto che ognuno di noi ha prima di incontrare Dio, dovevo provarle personalmente.
Così ho iniziato a uscire con gli amici, cercando divertimenti che non rispecchiavano la vita di un cristiano.
Continuavo comunque ad andare in chiesa, ma spesso lo facevo solo con il corpo: con la mente ero altrove. C’erano domeniche in cui la voglia di partecipare al culto era pari a zero. Stavo seduto lì, presente fisicamente, ma completamente scollegato da ciò che stava accadendo spiritualmente.
Non vedevo l'ora che il pastore concludesse il culto, per poter tornare a casa.
Questa situazione è andata avanti per un bel po’, ma il seme buono che era stato piantato nel mio cuore fin da piccolo – alla scuola domenicale e durante i culti – ha iniziato, pian piano, a germogliare. Anche se da ragazzo facevo spesso finta di ascoltare, quelle parole erano rimaste lì, ed hanno iniziato a dare i primi frutti.
Ho iniziato a rendermi conto che la felicità che cercavo nel mondo era solo temporanea. Una felicità che durava una sera, un momento… ma poi spariva. Solo nella presenza del Signore trovavo una gioia vera, profonda, che era più di una sensazione passeggera.
Il cambiamento non è stato immediato. Non è che da un giorno all’altro ho iniziato ad andare con entusiasmo a ogni culto o a ogni studio biblico.
Ci sono stati momenti in cui, la domenica mattina, avrei preferito restare a letto, o in cui il giovedì sera, dopo una giornata lavorativa avrei preferito restare a casa anziché partecipare agli studi.
Ma ci andavo e nonostante i pensieri che alcune volte erano da tutt’altra parte, qualcosa dentro di me stava cambiando.
La fiamma della fede stava tornando ad accendersi e desideravo un rapporto più intimo con Dio.
Fino a gennaio del 2021, dove ho fatto la mia prima esperienza con il signore. Mi ricordo ancora oggi di quel giorno. Non era una esperienza fatta in chiesa ma in un momento dove non me lo aspettavo.
Stavo tornando dalla palestra e passeggiando ho parlato un po’ con il Signore come mi capita spesso di fare. Ad un certo punto ho sentito una felicità. Una gioia che non avevo mai sentito prima. Senza motivo ho iniziato a cantare un canto che dice: “Io ho deciso di seguire Cristo indietro no, non tornerò.”
Passarono ancora quattro anni prima di battezzarmi in acqua perchè Dio doveva doveva ancora cambiare qualcosa in me.
La mia paura era di fare un patto con il Signore che non avrei potuto mantenere. E questa paura mi ha portato in un periodo di confusione, in un periodo di battaglia interna.
Mi dicevo: “Non sono degno di essere un figlio di Dio. Lui ha dato tutto per me, è morto sulla croce per i miei peccati, e io non riesco nemmeno a dedicargli un po’ del mio tempo ogni giorno. Come posso dire di amarlo?”.
Mi rendevo conto di quanti peccati commettevo. Quante volte non facevo la sua volontà, di quanto ero fragile. Quante volte lo deludevo. Non vedevo un cambiamento dentro di me. Come potevo dire di essere un suo figlio.
Era una relazione a senso unico, ma Dio non ha mai smesso di cercarmi e ha continuato a trasformare il mio cuore.
Grazie alla sua parola, ascoltata ai culti, agli incontri dei giovani, durante la settimana, ho capito di non dovermi sentirmi in colpa perché Dio sa come sono fatto, Dio sa quanto sono imperfetto, di quante volte lo deludo ma nonostante questo lui e morto per me e mi ama di un amore che io non merito.
La cosa più indegna che avrei potuto fare era quella di non accettare il suo sacrificio per me. Di non accettare l’amore che lui prova per me.
Ho anche realizzato il cambiamento che Dio stava facendo in me. Un cambiamento lento che io non vedevo ma i fratelli e le sorelle attorno a me notavano. La frase che più odiavo era quando mi domandavano: e tu quando ti battezzi? e tu a che cosa aspetti?
Oggi posso dire, di aver compreso, che non lo dicevano cosi per farmi und dispetto o per mettermi a disagio ma vedevano in me un cambiamento, vedevano che amavo Dio. Mi volevano dare una spinta perché con tutti i dubbi e le mie preoccupazioni mi stavo chiudendo in un guscio.
E proprio dopo aver compreso affondo queste cose, Dio mi ha parlato una sera leggendo un foglietto del calendario che come messaggio chiave diceva:
“Il Signore ha in servo un grande 2025 per te. Arrenditi del tutto a lui.”
Mi sono detto e arrivata l’ora di dire al mondo intero che sono un suo figlio. E tempo di uscire da quel guscio.
Dio e grande e per darmi la conferma della sua volontà, che stavo facendo la scelta giusta e arrivata il giorno dove ho comunicato alla chiesa la mia richiesta di battesimo.
Avevo deciso, che durante il culto del 12 gennaio, avrei testimoniato il mio desiderio di battezzarmi. Ma proprio quel giorno si celebrava la giornata di preghiera, e il Pastore, per dare maggiore spazio all’intercessione, non aveva previsto del tempo per le testimonianze.
In quel momento mi sono agitato. Dentro di me pensavo: “E adesso cosa faccio?”
Ma Dio, nella Sua fedeltà, mi ha dato la lucidità per fare la cosa giusta. Ho pregato sinceramente, dicendo:
“Signore, se è davvero la Tua volontà che io oggi testimoni di questa decisione presa, ti chiedo di fare in modo che possa comunicarlo in qualche modo”.
E sapete cosa è successo? Dopo il tempo delle preghiere, il pastore ha detto che non voleva negare a nessuno la possibilità di testimoniare.
Appena ho sentito quelle parole, non ho esitato. Mi sono alzato e ho condiviso con la chiesa la mia richiesta di essere battezzato. Quel momento è stato per me una conferma meravigliosa.
So bene che il battesimo, non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Il cammino si fara ancora più duro.
Per questo vi chiedo di continuare a pregare per me, affinché io possa crescere ogni giorno di più nelle sue vie e di fare sempre la Sua volontà.
Prima di concludere, vorrei lasciarvi con un verso che ha un grande significato per me. Un verso che senza rendermene conto era appeso per anni nella sala di culto.
Si trova in Proverbi 3:5-6: "Confida nel Signore con tutto il tuo cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento.
Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Che il Signore vi benedica.